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Shadow Tactics: Blades of the Shogun – Recensione PC


In un Giappone di inizio XVII secolo ritrovarsi faccia a faccia con lo Shogun, con Samurai di grossa levatura, con Ninja infallibili e invisibili, con Geishe avvenenti e subdole, non è certo casuale.

In quel periodo infatti il Giappone era vessato da conflitti interiori e guerre civili, rivolte e ribellioni, alcune portate avanti proprio dalla regia dello shogunato e da tutto quello che di poco chiaro, di losco, di inaspettato ci stava sotto. E in questo contesto rientrano figure divenute quasi mitologiche, come i ninja, i samurai e le geishe.

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In Shadow Tactics: Blades of the Shogun, i nostri eroi vengono, ciascuno con il proprio background, da una di quelle classi più frequenti e misteriose del periodo del Giappone del ‘600: ci troviamo di fronte ad uno stealth tattico in tempo reale, dove ogni singolo movimento può compromettere la nostra vita, quella dei nostri compagni o l’esito tutto della missione. Iniziamo come Ninja con Hayato, che, per ordine dello Shogun (e perché pagato dallo stesso), deve facilitare l’ingresso delle truppe e del samurai Mugen all’interno della roccaforte del nemico. Da qui in avanti, le missioni si arricchiscono con nuovi protagonisti, dalla piccola esperta in trappole e ninja apprendista Yuki, dall’anziano cecchino, dalla avvenente geisha Aiko, e, per l’appunto il grande Mugen, Samurai in grado di far fuori tre nemici in un sol colpo.

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Ciascuno dei personaggi che compone la squadra dello Shogun ha caratteristiche proprie, ben definite e ben delineate, peculiarità che si ritrovano anche durante i dialoghi, che quindi ne definiscono alla perfezione i caratteri, e ovviamente diventano importantissime durante le missioni. Troviamo infatti il potente e anche capace politico Samurai Mugen, che come detto si avventa sui nemici con poca attenzione ai dettagli e al nascondere la sua imponente figura. Ma è altrettanto infallibile. Il ninja Hayato ha invece tutte le caratteristiche della figura quasi mitica che ritrae e che sono ben ricostruite dal team di sviluppo del gioco Mimimi Productions di concerto con la premiata Daedalic. Hayato infatti predilige la solitudine, l’efficacia, il colpo da lontano con la classica Shruiken (da andare a recuperare ogni volta…ne possiede solo una!) e l’essere considerato proprio alla stregua di un’ombra. All’interno di questo tattico stealth si compiono missioni in collaborazione con compagni che garantiscono azioni altrimenti impossibili: come la piccola Yuki, che agisce quasi come un gatto, la quale ha una profonda ammirazione per lo stesso ninja Hayato e che ha una dote innata nel non farsi trovare e innescare trappole per i nemici. Il cecchino anziano ci aiuterà a svolgere alcune missioni, diciamo, più pirotecniche, mentre la geisha ci aiuterà a eliminare elementi fastidiosi tra le fila nemiche, fingendo di…fare il filo ai poveri malcapitati.

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In un gioco che riprende le classiche modalità dello strategico in tempo reale, non ci si può non trovare di fronte a un gameplay che richiede parecchia pazienza, attenzione ad ogni minimo dettaglio e una esigenza inevitabile alla compartecipazione degli attori: la possibilità di pianificare ogni singolo intervento o azione, ci costringe a guardare ogni minimo dettaglio come potenziale aiuto, copertura o anche come potenziale pericolo, e il tutto è ben amalgamato e ci accompagna in ogni nostra singola decisione. Pena la morte – ma c’è il quick-save, tranquilli!

Compartecipazione dicevamo, la funzione Shadow Mode ci permette di pianificare in ogni singola parte le azioni dei singoli personaggi giocanti e di azionarle in simultanea: un ottimo metodo per pianificare la propria tattica e per passare inosservati evitando di attrarre orde di minacciosi nemici. Perché altrimenti non c’è alcuna via di scampo. Importante notare come in un titolo di questo genere, nulla viene lasciato al caso, ogni elemento della mappa può influenzare la nostra strategia per il completamento della missione, ci troveremo di fronte a barili che esplodono, a carrucole e massi crollanti, a nascondigli di fortuna, pozzi, abitazioni, cespugli, e tanto altro. Ma mai nulla sembra in più o fuori posto.

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Ad un gameplay ben strutturato si affianca un comparto tecnico di tutto rispetto, una scelta dei comandi più che azzeccata e una cospicua dose di divertimento, annessa a una grafica niente male che ricostruisce in maniera attendibile gli scenari del Giappone del XVII secolo.

Le missioni di Shadow Tactics sono ben congeniate dal team di sviluppo, parecchia l’attenzione che è stata data ai dettagli, alle influenze degli oggetti sulle mappe, alla IA dei nemici: un tattico-stealth in tempo reale vecchia maniera che non disdegna di darsi un valore storico-culturale entrando a gamba tesa nel Giappone di inizio ‘600 e strizzando l’occhio anche alla profondità dei personaggi. Ottime le musiche e la storia.

Shadow Tactics: Blades of the Shogun - Recensione PC

SVILUPPATORI 90%
STORIA 90%
GRAFICA 84%
GIOCABILITA' 86%
DURATA 86%
PERSONAGGI 90%
Final Thoughts

Un tattico-stealth in tempo reale vecchia maniera, con un plus nelle caratteristiche e nelle meccaniche di gioco, che non disdegna di darsi un valore storico-culturale entrando a gamba tesa nel Giappone di inizio '600 e strizzando l'occhio anche alla profondità dei personaggi. Ottime le musiche e la storia.

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