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Sakuna: Of Rice and Ruin, recensione PS4


Il titolo Sakuna: Of Rice and Ruin, edito da Marvelous e sviluppato da Edelweiss per console PlayStation 4 e Switch, si presenta come un action a scorrimento laterale che mescola generi apparentemente distanti come appunto l’hack and slash e la gestione agricola, della coltivazione del riso in particolare. Quando un leggero e gradevole gestionale agricolo incontra l’azione mista – 2D, 2.5D, modelli e ambientazioni 3D, Side-scrolling – immersa in leggende e miti, tra divinità e mondo terreno. Il tutto raccolto in una gradevole salsa anime e Japan tutta da vivere, dove ogni personaggio, umano o divino, ha una sua presenza e una sua profondità e dove è facile smarrirsi in ore e ore di livelli di combattimento, apprendendo tecniche sempre nuove di attacco, combo e schivate, e dove la coltivazione del riso diventa come una sorta di momentum rilassante e quasi catartico.

Dove una divinità dispettosa, nulla facente, poco avvezza alla moralità che si deve a coloro che dovranno guidare il mondo dall’alto, può ricredersi in un percorso di crescita che la porterà a rimediare ai danni creati dalla propria incoscienza. E la crescita del personaggio corrisponderà alla crescita del giocatore a fianco della propria piccola divinità, e, parallelamente, alla crescita del riso: la coltivazione, la crescita, il rimettere le cose al proprio posto dopo aver causato un guaio dopo l’altro, sono sicuramente elementi pregnanti che dipingono a dovere il quadro organizzato dagli sviluppatori di questo sbalorditivo Sakuna: Of Rice and Ruin.

Entrando più addentro nei particolari, il gioco prende piede quando la giovane dea Sakuna si trova sul ponte che collega il mondo degli umani con il Lofty Realm, luogo in cui vivono le diverse divinità mitologiche del Giappone. Dopo uno scontro, gli umani si ritroveranno smarriti a Mihashira, capitale del reame divino, in cerca di cibo. Qui la sbadata e non curante Sakuna perseguita gli umani, fino a dar fuoco al fienile che accoglieva le offerte per la dea Kamuhitsuki. Quest’ultima punirà la giovane per la sua esuberanza e la scaraventerà con gli stessi umani alla volta dell’isola di Onijima, per contrastare l’avanzata dei demoni.

Qui il gioco si sviluppa appunto in due fasi, quella più action ed esplorativa, con avventure che coinvolgono Sakuna nell’isola oscura, e la fase della coltivazione del riso, che si protrae in un piccolo appezzamento di terreno dove la stessa anti-eroina dovrà convivere (e farsi insegnare le tecniche di manovalanza vera e propria) con gli stessi umani che ne hanno causato la punizione, anche se indirettamente.

Il gameplay è abbastanza semplice da padroneggiare nelle fasi esplorative, in cui la nostra Sakuna dovrà raccogliere tutto il necessario non solo per poter ampliare il proprio ventaglio di abilità, ma anche per sostentare il gruppo: i combattimenti del tipo attacco-salto-schivata sono amplificati da abilità via via sbloccabili, i nemici che la piccola incontrerà saranno di tantissimi tipi, piuttosto esotici, con tanto di boss da sconfiggere. Le fasi esplorative consentiranno dunque di far crescere il personaggio, ma anche di ottenere prodotti utili per la fase parallela del gioco, quella della gestione agricola e della coltivazione.

La coltivazione del riso, con tanto di periodi e stagionalità (ogni tre giorni) a cui dar conto, condizioni meteorologiche con cui confrontarsi, utilizzo delle diverse fasi di irrigazione, crescita e raccolto, con attenzione ai parassiti, insetti e tutto quello che può mettere in difficoltà un’azienda agricola, è tutt’altro che semplicistica. Anzi, si nota una certa cura per il dettaglio della coltivazione del riso, un vero e proprio rito orientale, il giocatore dovrà padroneggiarne le tecniche, spesso attraverso mini-game e QTE, in cui premere il tasto giusto può fare la differenza tra la sopravvivenza del gruppo e una brutta carestia. Ovviamente, la fase della coltivazione, della conservazione delle scorte di cibo, dell’avanzamento del livello agricolo, si rifletterà in abilità aggiuntive che la nostra Sakuna adopererà nell’avanzamento della storia e delle sue avventure esplorative.

Sakuna: Of Rice and Ruin è un gradevole hack and slash con tanto di avventura ed esplorazione, facile da padroneggiare, dal gameplay fluido e divertente, che si mescola bene con il genere gestionale-agricolo, dove la coltivazione del riso diventa un rito rilassante e che colpisce anche l’occhio. Un comparto tecnico adatto a entrambe le fasi, musiche azzeccate e una storia e una profondità di caratteri dei personaggi che fanno di questo titolo una piacevole sorpresa.

SAKUNA: OF RICE AND RUIN - REVIEW PS4

Final Thoughts

Sakuna: Of Rice and Ruin è un gradevole hack and slash con tanto di avventura ed esplorazione, facile da padroneggiare, dal gameplay fluido e divertente, che si mescola bene con il genere gestionale-agricolo, dove la coltivazione del riso diventa un rito rilassante e che colpisce anche l'occhio. Un comparto tecnico adatto a entrambe le fasi, musiche azzeccate e una storia e una profondità di caratteri dei personaggi che fanno di questo titolo una piacevole sorpresa.

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