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Rune Factory 5, recensione Nintendo Switch


Da sempre contraddistinta dalla doppia faccia, gioco di simulazione di vita agricola (e sociale) e al contempo RPG in salsa giapponese, la serie Rune Factory ha visto nascere il suo quinto capitolo su console Nintendo Switch, e ha confermato di poter stare dentro i due generi più che bene.

Rune Factory 5 ha il suo incipit, un po’ inflazionato ma sempre verde, con il nostro avatar che si risveglia, privo di memoria del passato e del proprio nome, in una città di nome Rigbarth, dove verrà accompagnato da una giovane fanciulla che lui stesso, ignaro delle proprie abilità, è riuscito a salvare dalle grinfie dei nemici nel bosco. 

Ben presto il nostro personaggio e indiscusso protagonista verrà “iniziato” nell’arte dell’agricoltura (con tanto di semina e raccolto, migliorie da fattoria e sviluppo di strumenti tipici sempre più efficaci) e, al contempo, a partecipare al contributo di mantenimento della pace nell’organizzazione apposita della città.

In pratica, nei panni del gestore agricolo ci guadagneremo il pane e un tetto sotto cui vivere, partecipando invece alle spedizioni e alle missioni del SEED, risolvendo enigmi, casi e sconfiggendo bestie e nemici ostici, aumenteremo di pari passo la nostra fama in città. Fama che, come quasi sempre nella serie, verrà consolidata anche con tanto di famiglia e matrimonio, portandoci a vivere a 360 gradi la vita della città. Sempre per non spaventare i fan di vecchia data, anche qui la storia è sempre mantenuta su toni più che leggeri, con ritmi scanditi dal giocatore, senza assilli e, quindi, consigliato per tutte le età.

Dicevamo, Rune Factory 5 è stato pensato per tutti, ma soprattutto per tutte le modalità e abitudini di gioco: la libertà è talmente ampia nella vita giornaliera quasi da spaesarti in alcuni momenti, ma sempre con la possibilità di essere coinvolti e rimanere affascinati dalla vita cittadina, dai suoi curati particolari e dalla partecipazione degli abitanti. Man mano conosceremo vari personaggi con varie mansioni, potremo (ad esempio con le quest secondarie) stringere i rapporti al punto da poterli schierare nel nostro party durante i dungeon o persino chiederli in sposa (o sposo).

La vita di città (una città più vicina all’idea di villaggio immerso nella natura) è lenta ma anche affascinante, con le tipiche abitudini degli abitanti e con la possibilità di integrarsi al 100% con le usanze del posto: ad esempio, ad un certo punto potremo migliorare il nostro “peso” sociale organizzando un festival, o vincendo gare di raccolto o conservazione.

Libertà di seguire le missioni, libertà di scandire i tempi delle mansioni agricole e di riposare, di prendere moglie o marito, e ovviamente, libertà di comporre i nostri party per la fase da combattimento: affascinante anche la possibilità di integrare nel nostro party bestie e animali che abbiamo catturato nei dungeon, dopo averli opportunamente nutriti e curati.

Detto del punto di vista narrativo, ricco e leggero al contempo, possiamo notare come in Rune Factory 5 il franchise di rechi per la prima volta nel mondo 3D, la grafica e il design dei personaggi (degli animali, dei nemici e dei boss) stupisce, mentre lascia un po’ a desiderare l’ambientazione, soprattutto al di fuori della città e nei dungeon.

Rune Factory 5 è un rilassante e variegato titolo che alterna la simulazione di vita agricola con il dungeon-crawling e RPG in salsa Japan con combattimenti dinamici e in tempo reale, con personaggi ben caratterizzati e tantissime cose da fare e da poter fare al ritmo libero scandito dallo stesso giocatore.

RUNE FACTORY 5 - REVIEW NINTENDO SWITCH

Final Thoughts

Rune Factory 5 è un rilassante e variegato titolo che alterna la simulazione di vita agricola con il dungeon-crawling e RPG in salsa Japan con combattimenti dinamici e in tempo reale, con personaggi ben caratterizzati e tantissime cose da fare e da poter fare al ritmo libero scandito dallo stesso giocatore.

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