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Morbid: The Seven Acolytes, recensione PC


Morbid: The Seven Acolytes è un gioco retro style e soulslike, con elementi ruolistici tipici di classici di un’epoca passata. Con combattimenti che, sebbene in un contesto retro-game a suon di pixel-art, ostici e sfidanti all’inverosimile, che rispecchiano appieno un gameplay che vuole senza ombra di dubbio emulare. Se da un lato l’influenza del capostipite di FromSoftware si fa più che sentire, anche la componente da GDR classico dello sviluppatore Still Running ha una sua preponderanza.

Il contesto storico-ambientale in cui si evolve Morbid: The Seven Acolytes è immerso in un mondo gotico con creature strane, mostruose, ai limite dell’aberrante: le pozze di sangue sembrano sommergere il giocatore, con schizzi che si regalano senza soluzione di continuità, e il mondo appare pervaso da un alone di tossicità continua e stressante. L’ambientazione, gli elementi, i personaggi non giocanti, le creature della fauna e della flora ben si amalgamano con il filone narrativo e con un gameplay sicuramente sfidante, ma che risponde bene alle sollecitazioni dei comandi (fondamentale, come in ogni soulslike, la schivata, il colpo sferrato al momento giusto, e il rasentare quasi la perfezione per non essere stroncati con un sol fendente).

Buona dose di personalizzazione, tipica del crafting ruolistico di vecchio stampo, contribuirà a rendere l’esperienza di gioco più orientata alla propria modalità di gioco e al proprio stile: Ogni arma, come era piuttosto inevitabile, offrirà i propri vantaggi o svantaggi in combattimento, specifiche che diventeranno fondamentali con il prosieguo della storia, sempre che si riesca ad uscire vincitori nello scontro con i 7 boss impegnativi. Se, infatti, all’inizio ci sentiremo quasi inermi, privi di potenza effettiva per poter schiacciare creature mostruose su creature, man mano riusciremo a personalizzare e migliorare l’equipaggiamento, fino a un livello davvero piacevole (per noi, meno peri mostri che si troveranno di fronte ai nostri fendenti), mediante il sistema di rune e glifi, con cui miglioreranno anche il nostro livello di salute e la velocità oltre alla potenza di fuoco.

Cercando di riassumere: Per avere successo nel mondo ostile di Mornia, si dovrà padroneggiare la ricchezza di opzioni di combattimento e personalizzazione disponibili e che si scoprono man mano che si avanza nel gioco. Necessario sarà migliorare il personaggio e l’equipaggiamento attraverso missioni, vantaggi, rune, saccheggi e potenziamenti, in modo da poter sconfiggere i sette accoliti e liberare il regno.

Morbid: The Seven Acolytes è un titolo affascinante nel suo stile retrò ed RPG action vecchia scuola che richiama, neanche troppo velatamente, il gameplay di Dark Souls, e che permea un mondo gotico, oscuro, macabro che garantirà alcune ore di sfide appaganti, un divertimento senza mezze misure.

MORBID: THE SEVEN ACOLYTES - REVIEW PC

Final Thoughts

Morbid: The Seven Acolytes è un titolo affascinante nel suo stile retrò ed RPG action vecchia scuola che richiama, neanche troppo velatamente, il gameplay di Dark Souls, e che permea un mondo gotico, oscuro, macabro che garantirà alcune ore di sfide appaganti, un divertimento senza mezze misure.

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