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Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence – Ascension, Recensione PS4


Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence – Ascension, PS4 Review. Quando si inizia a parlare di ascesa, tutto riporta alla scalata sociale ben espressa dalla letteratura mondiale, in ogni ambito e in ogni angolo del globo. Perché l’ascesa è proprio il mezzo di trasporto più immediato per passare dalle classiche stalle alle stelle, per far risplendere il proprio valore al di sopra di tutto e di tutti, anche al di là delle proprie origini. E chi punta a tale ascesa, specie in un periodo storico particolarmente attanagliato da eventi, legami familiari, influenza politica e gestionale, nonché militare, è richiesta tanta fatica, pianificazione, mantenimento, strategia, e anche un pizzico di spavalderia.

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Tutti ingredienti che vengono richiesti al giocatore di Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence – Ascension. Qui stiamo parlando dell’ultimo nato per console PlayStation 4 della saga di Koei Tecmo, che nulla ha da invidiare agli strategici-storici anche su piattaforma PC.

Da un semplice abitante del villaggio, la scalata (o ascesa, per l’appunto) sarà ardua, ma porterà a soddisfazioni che, se contestualizzate – come benissimo fa Ascension – con il periodo storico del Giappone dell’Era Sengoku, con i suoi ambienti e con i suoi stratagemmi, con la sua politica e gestione di classi e rapporti militari, daranno non pochi motivi di divertimento al giocatore, amante di tali strategici-storici dal sapore del sol levante.

Entriamo nel merito, Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence – Ascension è una specie di semi-sequel del titolo precedente, rinnova la saga con una sua profondità storica e dei personaggi, con una sua vitalità intrinseca, e con ricostruzioni culturali e politiche che fanno sì che quest’ultimo titolo ‘Standalone’ possa vivere una vita a se, senza imbarazzarsi. Anzi. Apportando una ventata di freschezza e di documentazione storica che può persino essere di insegnamento in taluni frangenti.

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Gli amanti del periodo storico Giapponese dell’Era Sengoku (ma anche ovviamente di giochi strategici-storici) non dovrebbero neanche pensare di farsi sfuggire Ambition. Molti di questi di cui parliamo avranno già giocato gli strategici della serie, ma altri avranno magari il tempo di approcciare alla saga per la prima volta. E a questi ci sentiamo di consigliarlo ulteriormente. Ovviamente con le minime competenze linguistiche che si richiedono, vista la mancanza di localizzazione italiana. Ma un po’ di inglese non ha mai fatto male a nessuno.

Il perché? Per i motivi di cui sopra, ma anche per la straordinaria capacità dello strategico di Koei Tecmo di farci immergere completamente, con tutti i crismi tecnici e con tutte le trovate, note e meno note, della serie Nobunaga’s, in un universo tutto giapponese: con le musiche e i colori tipici e caratteristici, un comparto tecnico-grafico di ottima fattura, certo aiutati da una terra, quella nipponica, benedetta da ricchezze ambientali, naturali e paesaggistiche, ma che vengono evidenziate e messe a disposizione del contesto storico e del giocatore con eccellenza. In ogni momento, da quello dello sviluppo del singolo villaggio, a quello della politica, a quello della battaglia. Dove potremo inoltre guidare il nostro battaglione in prima linea.

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L’inizio, dicevamo, è di quelli che meglio si prestano all’ascesa politica, alla scalata sociale vera e propria: possiamo scegliere tra 2000 agenti con peculiarità uniche, ma con un basso rango di partenza. In realtà ci sono anche personaggi di spicco del periodo storico giapponese di riferimento, ma Ambition acquisisce ulteriore caratura proprio nel farming iniziale, quindi nella scalata che deve, per forza di cose, partire dal basso, dalle basi per poter dare un senso di soddisfazione massima raggiunti gli alti ranghi.

Ed è qui che si inizia a cercare di placare il Signore, ad ingraziarselo, completando missioni e accumulando risorse per lui: Nel corso del tempo sarete in grado di accumulare ulteri terre, migliorare la capacità della vostra zona di generare risorse e, alla fine, si potrà finalmente essere in grado di mettersi in proprio.

Non solo ascesa dal basso utilizzando personaggi semisconosciuti, ma anche la possibilità – resa ottimamente e per un senso di completezza, anche per dare a tutti gli appassionati molteplici opportunità di gioco – poter optare per personaggi ben noti dell serie Samurai Warriors. I personaggi ‘noti’ avranno ovviamente accesso ad altre risorse, dovranno sviluppare la propria storia politica e gestire i clan. Insomma, tutto un altro tipo di approccio al gioco.

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Iniziando invece con quelle poche risorse, si apprezzeranno appieno tutte la potenzialità di gameplay e i tecnicismi di Ascension. Infatti, lo sforzo di Koei Tecmo nella costruzione di una narrazione intensa ed esaustiva, della contestualizzazione dei personaggi e delle loro vicende storiche, fa di questo titolo una sorta di unicum immancabile nelle vostre bacheche o nei vostri scaffali.

Il processo di costruzione delle proprie risorse e della propria reputazione non sarà certo semplice, è infatti un procedimento tortuoso e faticoso, ma che se affrontato con il giusto spirito e con la giusta dose di strategia, attenzione e capacità politiche, porterà sicuramente delle belle soddisfazioni al giocatore. Bisognerà infatti prestare attenzione a tutto, perché, per fare un esempio, anche lo sviluppo di una fattoria può essere influenzato dalla presenza adiacente di un santuario o di un tempio, e lo stesso appezzamento di terreno potrebbe avere ulteriori richieste dall’esterno, per altri utilizzi, insomma, una ricostruzione in tutto e per tutto di quello che avveniva in tutto il Giappone nel periodo Sengoku.

E’ inoltre appagante e divertente potersi avvicinare con la visuale fino quasi al livello del suolo, e vedere il proprio piccolo villaggio brulicare di attività, vederlo crescere ed espandersi da vicino. Con un background naturale e un paesaggio unico che solo la terra del sol levante ci può regalare.

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Ovviamente non c’è solo il farming, nel contesto storico ci si addentra anche passando dal campo di battaglia: la strategia del campo di battaglia è complessa e potrebbe richiedere un po’ di tempo prima di essere appresa e fatta propria, specie per i neofiti. Infatti, avuto il tempo di creare formazioni, di trattare con plotoni e unità militari, di schierarle come si conviene, si giocherà in tempo reale, ma le vittorie non saranno scontate se non affiancate ad opportune strategie. Ed anche importante sarà coordinarsi con le unità gestite dalla IA, che sembra rispondere piuttosto bene alle sollecitazioni, ma alla quale dovremo in ogni occasione adeguarci. Per non perdere le battaglie, le quest e il favore del Signore. Per non interrompere la nostra ascesa in poche parole. Particolare, da non sottovalutare, l’introduzione delle battaglie navali. Un plus rispetto ai predecessori che gli amanti del genere apprezzeranno in maniera particolare.

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Nobunaga’s Ambition: Sphere of Influence – Ascension è in definitiva un ottimo strategico-storico totalmente immerso nel Giappone dell’Era Sengoku, ricercato nella sua storicità, profondo nella caratterizzazione dei personaggi storici del periodo, e anche tecnicamente, graficamente e dal punto di vista della colonna sonora, non delude affatto. Un degno erede della saga di Koei Tecmo, ma, beninteso, sempre di nicchia e consigliato agli amanti del genere.

Nobunaga's Ambition: Sphere of Influence - Ascension - Recensione - PS4

SVILUPPATORI 85%
STORIA 90%
GRAFICA 80%
GIOCABILITA' 80%
DURATA 85%
PERSONAGGI 90%
Final Thoughts

Un ottimo strategico-storico totalmente immerso nel Giappone dell'Era Sengoku, ricercato nella sua storicità, profondo nella caratterizzazione dei personaggi storici del periodo, e anche tecnicamente, graficamente e dal punto di vista della colonna sonora, non delude affatto.

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