Tecnologia

App Gratuite solo all’inizio: Antitrust sulle ‘freemium’


L’Antitrust starebbe indagando in maniera decisa contro quelle App che, scaricate gratuitamente, poi richiedono piccoli pagamenti per dare vero divertimento e proseguire nel gioco: proprio l’attività ludica e la necessità di pagamento (Premium) solo dopo la falsa veste iniziale di Free, tanto libere quanto immediate, sono sotto l’occhio del ciclone.

Google, Apple, Gameloft, Amazon, tutte adottano questo sistema freemium in cui l’utente può scaricare l’App gratuitamente, ma, nel bel mezzo del gioco, e proprio quando il gioco ha ormai ‘preso’ l’utente, richiede piccoli acquisti premium per poter andare avanti. E’ risaputo che il gioco (così come quello d’azzardo), il divertimento, alimentano le proteine del corpo che danno assuefazione, anche se temporanea, e proprio su questo, secondo coloro dell’Antitrust che hanno deciso di vederci chiaro ed andare fino in fondo nella vicenda al fine di tutelare i consumatori, sarebbe il leit-motiv con cui queste aziende alimentano il proprio business.

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Inoltre, la facilità con cui è possibile accedere ai fondi e acquistare mediante le app è messo in risalto: tante famiglie hanno visto bambini che con un solo click sullo smartphone della mamma o del papà hanno acquistato (‘svista’) parti premium delle varie applicazioni (soprattutto giochi), e proprio su queste modalità facilitate di acquisti minimi si reggerebbero i business delle app freemium per le varie aziende di produzione.

Negli States, questa capacità delle app semi-gratuite di penetrare la mente dei bambini e indurli con facilità all’acquisto dei vari pacchetti premium, ha dato via a un tentativo di una vera e propria class-action.

Gli account Google, in specie, sarebbero sotto esame perché permettono in maniera troppo libera e incontrollabile all’utente di acquistare minime parti di app e ‘gettoni’ seppur scaricate gratuitamente: l’utente, che non considera all’inizio la spesa, spesso irrisoria, accede di volta in volta ai propri fondi, trovandosi alla fine ad aver pagato a tutti gli effetti una App, scaricata magari solo perché aveva la dicitura classica ‘gratis’….



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